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domenica 24 febbraio 2013

La Storia di Una Professione


A trentatré anni gli regalarono una divisa da cuoco, quasi per gioco. E pochi tempo dopo Angelo Losito rilevò L'osto del 'Borgh vej'. Non è una solo bella favola quella che andiamo a raccontarvi, ma è la storia di una professione nata per caso e diventata oggi passione irrinunciabile.


«Volevo offrire agli amanti della buona tavola un'alternativa a ricette esageratamente condite, 'pesanti', non rispettose degli ingredienti. Cosa c'è di meglio di un piatto di spaghetti al sugo preparato con un cuore di bue saltato in olio di qualità e arricchito da una foglia di basilico?” »



 L'osto del 'Borgh vej' è dunque il luogo dove sperimentare il sapore. L'impronta è quella piemontese: d'altra parte non poteva essere altrimenti, vista la posizione del ristorante - ex osteria dove si mesceva il vino e si serviva pasta e fagioli - giusto nel cuore della Torino antica. Così il menù propone favolosi agnolotti del plin, battuta di carne di fassone, vitello tonnato vecchio Piemonte (senza maionese), terrina d'oca in salsa di mirtilli, molti flan diversi, a seconda delle verdure di stagione, e saporite zuppe di farro o orzo. Ma le origini dello chef non si smentiscono e la carta presenta magnifici piatti di pesce tra cui il filetto di San Pietro con asparagi, i maltagliati di grano saraceno con asparagi e calamari, battuta di pesce crudo.


<<Il rispetto degli ingredienti è per me fondamentale, ma se voglio raggiungere questo obiettivo il segreto è uno solo: prodotti di prima qualità»









Così Angelo acquista il pesce personalmente ai mercati generali, la carne è quella certificata piemontese, la frutta e la verdura arrivano da un'accurata ricerca a Porta Palazzo. E l'olio extravergine di oliva è quello prodotto dai suoi stessi ulivi coltivati in Puglia (un omaggio alla loro bellezza la si troverà all'ingresso del ristorante:




«Sono cresciuto arrampicandomi su questi alberi» …


Se la natura regala tante prelibatezze, perché alterarle? Questa l'idea di fondo del locale. A pranzo e a cena, saranno quindi portate gustose ma leggere a conquistare i palati, tanti piatti stagionali da scegliere dalla carta o consigliate, per il mezzogiorno, da un menù degustazione.





«Da aprile in poi, alle due sale decorate da mattoni a vista e da numerose stampe antiche della 'Torino che fu', si aggiungerà l'intimo déhors su piazza IV marzo, luogo ideale per trascorrere qualche ora degustando la vera tradizione enogastronomica piemontese».


E sì, perché ancora non abbiamo parlato della cantina: 200 etichette da ogni parte d'Italia, come vorrebbe sempre la cultura della ristorazione.

Per chi aveva detto «non farò mai il cuoco» la strada percorsa è stata tanta, così come le soddisfazioni: ed è questo l'aspetto più entusiasmante del lavoro di Angelo Losito.








L'Osto del Borgh Vej
Via Tasso, 7 - Torino
 Phone: 011 4364843

martedì 27 marzo 2012

La cucina “di confine”


Storia e geografia concorrono a disegnare il volto gastronomico di una regione complessa, dagli spazi vasti e dal vasto orizzonte, proiettato al di la delle Alpi e degli Appennini, aperto sulla pianura Padana.

Oltre le Alpi Per secoli la catena alpina ha visto il passaggio di uomini, merci, culture e idee: non una barriera, ma una porta all’interno di un territorio storicamente unito, la Savoia. Già autonoma intorno all’anno mille, la Savoia ha conservato nel tempo la propria identità, a cavalo tra Francia e Italia : solo alla fine del cinquecento la capitale fu trasferita a Chambéry  a Torino, quando iniziò l’espansione verso il Piemonte. Gran parte della regione ancora risente della vicinanza storica con la Francia nelle tradizioni, nel dialetto e nella cucina .Ricca ed elaborata, la cucina Piemontese ha più punti in comune con quella d’Oltralpe che con la semplicità caratteristica di molte altre regione italiane: la grande varietà di antipasti si pone in parallelo con la predilezione dei francesi per le entréss; l’uso piuttosto limitato della pasta richiama l’assenza di primi piatti nella cucina Francese; di inspirazione francese è anche la passione per le salse e gli intingoli, trasformata in Piemonte in vera e propria arte. Anche il lessico gastronomico conserva questa impronta: parole come fumet, civét, cocotte o  bonét  sono passate attraverso il dialetto al vocabolario della cucina regionale.
L'Osto del Borgh Vej
Via Tasso, 7 - Torino |
Phone: 011 4364843

giovedì 22 marzo 2012

Piemonte: Tra vino e riso, il paradiso dei buongustai

In Piemonte è cosi facile mangiare bene e bere ancora meglio. La generosa abbondanza dei vini è nota ovunque, e ovunque se ne apprezza la qualità: vini austeri e blasonati come il Barolo; vino accessibili e invitante come la Barbera; vini freschi e dolci come il Moscato.
Vini che in tavola costituiscono il contrappunto ideale a una cucina ricca e genuina, ma soprattutto vari.

"Dalle vigne delle langhe ai palazzi di Torino, ogni angolo del Piemonte trasmette la passione per il buon cibo"
julia simoesIn questa vasta regione,infatti,i prodotti del territorio, dai formaggi ai tartufi, dalle carni agli ortaggi, dalla frutta al riso, si combinano a creare un quadro gastronomico fatto da sapori diversi tanto quanto lo sono i paesaggi del Piemonte: la montagna e la pianura, la colina e il lago, la campagna e la città. La scoperta della città passa attraverso l’arte e la storia, l’architettura e le lettere, ma non può fare a meno della gastronomia. Torino, città regale, dona un sontuoso carrello di dolci; e quanto a dolci, non è da meno la patria del bonèt,  Asti “repubblicana”, come la definizione Carducci. Ad Alessandria il pollo alla Marengo introduce al forte legame con la storia italiana: dalle città del riso, Novara e Vercelli, provengo i risotti, la paniscia e la panissa. E ovunque si apprezzano i grandi piatti di carne, il profumo dell’aglio e delle salse, il piacere della buona tavola e del buon vino.
La cucina di confine
Trattoria L'Osto del Borgh Vej
Via Tasso, 7 - Torino
Phone: 011 4364843




venerdì 16 marzo 2012

Gli agnolotti del plin



Gli agnolotti del plin, o semplicemente plin, rientrano fra i piatti piemontesi più conosciuti e apprezzati oltre i confini regionali. In tutto il Piemonte si preparano agnolotti o ravioli con molti tipi di ripieni diversi, questi del plin (letteralmente "pizzicotto") sono originari delle Langhe e, che siano quadrati o rettangolari, hanno come caratteristica il fatto che la pasta viene pizzicata tra un mucchietto di ripieno e l'altro prima di essere tagliata, in modo da formare un effetto caramella. Un altro modo molto usato di chiudere con "plin" consiste nel piegare due volte la pasta sul ripieno prima di tagliare i singoli pezzi. Si ottengono così delle "bustine" pronte a trattenere il sugo, proprio come le increspature del pizzicotto.


La Nostra proposta di menu tradizionale:

Menu dell’Osto
il menu include 1\2 acqua e 1\4 di vino. 35,00

Antipasti                                                          

Vitello tonnato vecchio Piemonte
Oppure
Flan di carciofi con delicata fonduta di raschera

Primi
Agnolotti del plin al sugo di arrosto
Oppure
Quadrotti di borragine al profumo di timo

Secondi
Filetto di maialino all’aceto balsamico
Oppure
Arrosto della Vena

Dolci a scelta fra quelli presente alla carta.

L'Osto del Borgh Vej Via Tasso, 7 - Torino
 Phone: 011 4364843
 
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